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Come in tutto il Molise, non si può dire che la nostra storia e le nostre tradizioni siano pienamente valorizzate e sostenute da una politica attenta e lungimirante.
Nella mia esperienza di amministratore al Comune di Venafro, ho cercato di dare un piccolo contributo affinché la nostra cultura e le nostre tradizioni non siano utilizzate in una forma mercificata, o per costituire un vantaggio monetario per specifici gruppi di interesse privato.
Ho sentito il dovere di intervenire come cittadino, uomo politico e devoto ai nostri cari Santi Martiri, affinchè, si ritorni alla tradizione, al rispetto della fede e dei valori cristiani legati ai nostri Protettori, allorquando la tradizionale processione era stata trasformata in un'asta per l'assegnazione del diritto al trasporto della stessa statua, e al caotico passaggio fra bancarelle di ogni tipo.
Ridicolo e grottesca è stata la vicenda dell' “Estate venafrana” del 2005, in cui oltre ai bassi contenuti culturali ed organizzativi, sono stati disattese le richieste delle 15 associazioni culturali che animano la nostra cittadina, in favore di specifici interessi privati. Un esempio di come vengano frustrate le aspirazioni e gli sforzi di personalità di indubbio spessore culturale, che, in forma singola o associativa, potrebbero dare molto per il benessere della nostra Venafro.
E se posso essere assai polemico di fronte ad atti pubblici che giudico non in linea con l'interesse collettivo, non posso non essere d'accordo con l'opposto schieramento politico, quando propone o sostiene progettualità meritevoli. E' questo il caso della proposta di deindustrializzazione della Cooperconserve, avanzata dal consigliere comunale di maggioranza Sig. Pietro Di Lauro, che è apparsa al sottoscritto l'iniziativa piu' sensata e propositiva, per la quale ho sentito il dovere di esprimere la mia solidale approvazione. Il progetto di recupero (visionabile dal menù a sinistra) dello stabile era quello di adibirlo a centro culturale.
Dopo essermi interessato alla vicenda della chiesa benedettina di S. Stefano a Castel S. Vincenzo (vedi Rassegna stampa dedicata), mi sono reso conto di quante preziose testimonianze storiche che in tutto il Molise sono trascurate e non valorizzate. Basti pensare all'anfiteatro e al teatro romano di Venafro, che necessitano di ingenti fondi per poter arrestare la progressiva distruzione che il tempo e l'incuria degli amministratori hanno provocato. Ed ora che per il Verlasce i fondi sono arrivati sarò vigile affinchè non siano spesi in modo scellerato e infruttuoso.
In generale da consigliere regionale della minoranza vigilerò affinchè le azioni del Governo Iorio (e i finanziamenti correlati) non siano utilizzati in malo modo, ma per poter finalmente dare valore alla nostra storia e alle nostre radici, che hanno un alto valore, non solo culturale, ma anche strategico per la promozione del nostro territorio e dei nostri prodotti artigianali.
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