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STATO DI CALAMITÀ NATURALE ED UN PRESIDIO DEI VIGILI DEL FUOCO PER LA CITTÀ DI VENAFRO
Mercoledì 01 Agosto 2007 02:00
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Dopo i gravissimi episodi che hanno devastato i monti di Venafro, viene da chiedersi perché non siano state adottate misure capaci di bloccare sul nascere simili catastrofi ambientali. Eppure gli strumenti in grado di impedire tale scempio del nostro ambiente c’erano tutti, a cominciare dal provvedimento mediante il quale il Consiglio Comunale di Venafro, in data 13 settembre 2005, chiedeva di istituire in loco il Parco regionale dell’olivo.

In questo modo si sarebbe dato corso ad un importante rimboschimento del territorio utilizzando proprio gli antichi ulivi prelevati dall’area ove si sta realizzando la Variante esterna al comune di Venafro. Un passo semplice che avrebbe in qualche modo tutelato il nostro territorio che già passato aveva dovuto subire attacchi di questo genere. In sintesi, dovevano attuarsi tutte quelle iniziative che, a cominciare dalla manutenzione degli appezzamenti di terreno, facile preda di operazioni incendiarie, avrebbero impedito il perpetrarsi di questo dramma ambientale. A ciò si aggiunge poi il fatto che il Comune di Venafro non ha ancora redatto il catasto anti-incendi, vero deterrente, anche secondo il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, per evitare che qualcuno possa speculare sul territorio. Ma quello del catasto anti-incendi è un caso tutto italiano, visto che solo il 19% dei Comuni ha redatto la mappatura delle aree danneggiate dagli incendi. Sta di fatto che il nostro territorio montano è stato per gran parte arso e che solo grazie al pronto intervento dei Vigili del Fuoco, Forestale, Protezione Civile e volontari non è andato irrimediabilmente compromesso. A tal proposito sarebbe opportuno che anche Venafro potesse avere un suo comando cittadino dei Vigili del Fuoco, presidio divenuto a mio giudizio ormai irrinunciabile vista la posizione geografica della nostra cittadina, gli insediamenti produttivi presenti nell’area industriale ed il ciclico riproporsi di allarmi ambientali. Auspico, infine, che venga predisposta la richiesta per lo stato di calamità naturale così da poter dare risposte immediate e concrete al nostro territorio.

Venafro, 1 agosto 2007

Massimiliano Scarabeo, Consigliere Segretario