Il Molise tra le ultime regioni per ciò che concerne la disponibilità territoriale di accessi alla banda larga. Questo il risultato di una recente ricerca in materia di fruizione tecnologica, che mette in evidenza il persistente grado di arretratezza della nostra regione nel contesto tecnologico-informatico.
Un dato allarmante, specie se si considera che ben il 71% delle aziende della nostra regione usano gli strumenti informatici per le proprie attività. In questo quadro la provincia di Isernia è messa ancor peggio, nel senso che solo pochissimi comuni possono godere dei benefici derivanti dall’accesso alla banda larga. Andrebbe perciò predisposto un serio piano di strutturazione per l’accesso veloce ad internet, al fine di colmare il “digital divide”, vero e proprio freno allo sviluppo omogeneo del nostro piccolo ma estremamente dinamico territorio. L’accesso alla banda larga deve essere perciò incentivato e facilitato perché ciò rappresenta uno strumento irrinunciabile ed indispensabile del quale tutte le comunità, anche le piccole, devono poter disporre. A tal proposito si è ritenuto opportuno investire del problema il Presidente della Giunta Regionale al quale è stato chiesto di farsi promotore di un programma di interventi volti a ridurre proprio il digital divide, specie nelle zone a maggiore marginalità quali appunto la provincia di Isernia nel quale albergano aree che, per morfologia, scontano ritardi infrastrutturali e di servizi ancor più consistenti. Per raggiungere tali obiettivi sarebbe però opportuno prevedere specifici incentivi a favore di quegli operatori pubblici delle telecomunicazioni che intendano investire sul territorio molisano per la diffusione della banda larga. A cominciare dalla Telecom Italia, che dal luglio scorso ha avviato progetti volti proprio alla diffusione dell’Adsl in diverse aree nazionali. Sarebbe quindi auspicabile sollecitare il maggior operatore delle telecomunicazione ad investire sostanzialmente anche nella nostra regione, ed in special modo in provincia di Isernia, predisponendo una serie di interventi che sottraggano quel territorio da una sorta di marginalizzazione forzata, tale da impedirne lo sviluppo omogeneo.
Campobasso, 15 gennaio 2008
Massimiliano Scarabeo
Del.icio.us
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