Ho letto con “gioia” il comunicato congiunto degli assessori regionali Vitagliano e Marinelli nel quale i due esponenti del Parlamentino molisano esprimono soddisfazione per il lavoro di squadra, mediante il quale, giocando “di sponda”, stanno “cercando di trovare il massimo delle compatibilità necessarie per arrivare all’approvazione della Zona Franca al Molise”.
E che quella destinata alla nostra regione sia appannaggio, ovviamente, di Campobasso con l’opzione Termoli. Nulla, quindi, per l’area pentra con buona pace di chi, come il sottoscritto, si è speso totalmente per portare a casa un risultato che desse respiro alla paurosa stagnazione economica che imperversa nella nostra regione ed in primis nella nostra provincia. A cominciare dal contesto venafrano dove la recessione è tutt’altro che finita. Il sottoscritto, da quando si è paventata la possibilità di ottenere il riconoscimento di una ZFU per parte del territorio della provincia di Isernia, ha iniziato ad intessere rapporti istituzionali con i vertici dei Ministeri competenti, convinto che lo strumento delle ZFU potesse perequare lo squilibrio esistente tra aree di una stessa regione che viaggiano però a velocità diverse. In più di un’occasione, assieme all’assessore Marinelli, ci siamo recati a Roma per far presenti le ragioni – e ce ne sono tantissime – del nostro territorio, cioè della provincia di Isernia per esser chiaro. Con Marinelli avevamo istaurato un feeling perfetto, che pareva poter raggiungere il risultato sperato, per entrambi. Ebbene, fin quando è esistita una parte politica con la quale doversi necessariamente confrontare nelle stanze dei Ministeri (e la parte politica era di centro sinistra) c’è stata massima collaborazione con l’assessore regionale alle Attività Produttive. Quando, poi, la parte politica è venuta a mancare (il Governo era caduto), ecco che la concertazione tra il sottoscritto e l’assessore Marinelli è venuta meno, e non certo per responsabilità mia. Evidentemente la presenza del consigliere Scarabeo non era più necessaria. Infatti, non c’era più da confrontarsi con i politici bensì con i tecnici, e quello poteva esser fatto benissimo anche senza colui che aveva dato anima a corpo perché la ZFU destinata al Molise fosse individuata nella provincia pentra. Ed ecco che i viaggi a Roma, il 13 u.s. alla Commissione Attività Produttive ed il giorno seguente alla Conferenza Stato-Regioni, l’assessore Marinelli li ha compiuti senza che il sottoscritto fosse neppure informato. C’era infatti da perorare altre cause, magari nascondendosi dietro un parametro, discutibile, quello della dimensione demografica dei comuni che potessero essere destinatari di una ZFU (minimo 25 mila abitanti) che di fatto tagliava immediatamente fuori Venafro, ma non certo Isernia per la quale tuttavia non è stata spesa neppure una parola. Ecco, dunque, come si sta portando avanti la questione ZFU in Molise. Ciò detto, non posso che esprimere profondo rammarico per il trattamento che mi è stato riservato. Mai, infatti, avrei immaginato di assistere ad un tentativo di far politica servendosi di espedienti che nulla hanno a che fare con il mio modo di intendere il servizio alla collettività amministrata.
Campobasso, 21 febbraio 2008
Massimiliano Scarabeo
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