La vicenda della Geomeccanica di Venafro, purtroppo, segue quelle di altre aziende che hanno risentito della crisi che sta interessando l’intero pianeta e che non riescono a trovare lo spiraglio giusto per ritornare ad essere competitive sul mercato.
In modo particolare è imperniata sulla grave situazione finanziaria che ha determinato, nei primi giorni di questo nuovo anno, il fermo della produzione dell’azienda venafrana con prospettive per il futuro che non appaiono assolutamente rosee.
Un problema che deve trovare le giuste soluzioni, possibilmente in tempi rapidi, che dopo essere stato affrontato in altre sedi, è approdato in Consiglio Regionale, con un apposito ordine del giorno.
Tra gli interventi, quello del Consigliere Massimiliano Scarabeo che ha posto in evidenza il ritardo con cui, la situazione dell’azienda venafrana è stata affrontata, nonostante un suo interessamento, fin dallo scorso mese di settembre.
“Tutti conosciamo la vicenda ed i disagi che i lavoratori stanno patendo per salvaguardare il proprio posto e per questo sarebbe giusto non alimentare polemiche che a nulla servirebbero”, esordisce il Consigliere Scarabeo, “ però, quest’oggi, ritorniamo sull’argomento, in maniera istituzionale e per questo, permettetemi di rimarcare il fatto che personalmente, della questione, mi sono occupato già in tempi non sospetti, ovvero fin da quando, alcuni segnali poco rassicuranti, lanciati da parte delle maestranze e fornitori di beni e servizi, facevano già prefigurare che lo stato finanziario della Geomeccanica, non attraversava un momento florido”.
In quel periodo, infatti, è stato lo stesso Consigliere a lanciare l’allarme, appena venuto a conoscenza del problema che investe lavoratori e fornitori, i quali, nessuna colpa hanno in tutta la vicenda.
E non lo ha fatto semplicemente attraverso gli organi di informazione ma attraverso il canale istituzionale dell’interrogazione scritta, diretta all’assessore regionale competente.
In Consiglio Regionale è tornato sull’argomento, perché ancora non gli sono state fornite risposte in merito.
“Pochi, in verità, si sono fatti sentire in quel periodo, infatti, l’unico tentativo di smentire quelle che purtroppo sono diventate realtà, è venuto da parte del presidente della Geomeccanica, il quale voleva far apparire lo stato di profonda crisi finanziaria in cui versava l’azienda, come un temporaneo e casuale problema di liquidità, dovuto alla crisi economica in atto che pure ha inciso sull’epilogo della vicenda”.
Un tentativo inutile per far apparire in maniera diversa la gravità dei fatti. Il Consigliere Scarabeo continua nel suo intervento “Se invece di pensare a salvare la propria immagine e tentare di alleggerire le lacune manageriali della propria gestione, avesse da subito dato peso alla portata dei problemi, probabilmente, quello che in questo momento rappresenta una esigenza improrogabile, poteva essere gestita in modo diverso. Nessun altro ha pensato di affrontare la questione per capire se le mie erano farneticazioni o segnali volti a fare subito qualcosa per il futuro dei lavoratori. Lo scopo della mia interrogazione, dunque, era proprio mirato a sollecitare un rapido intervento delle istituzioni per non arrivare a questo punto”.
Nel documento presentato all’Assessore regionale Marinelli, in data, 7 ottobre 2009, il Consigliere Scarabeo metteva in evidenza e chiedeva di intervenire sullo stato finanziario in cui l’azienda versava già a quella data, considerato che stava usufruendo da qualche mese della Cassa Integrazione, “soffermandomi in particolar modo, sulle spettanze arretrate dei lavoratori e sul debito che l’azienda aveva nei confronti degli istituti previdenziali ed il Fisco, in merito a tasse ed imposte. Questo perché, il perdurare, di tale situazione, avrebbe potuto compromettere l’erogazione della Cassa Integrazione già in atto. Oltre ai debiti iscritti nei confronti di fornitori di beni e servizi, con tutte le conseguenze giuridiche e fallimentari che ne potevano derivare”.
Infatti, non si riusciva a comprendere l’atteggiamento del management aziendale in relazione ad assunzioni (ben 10 unità) in un momento in cui, a rotazione, gli operai fruivano della CIG e la situazione debitoria aumentava giorno per giorno.
Una scelta contraddittoria che non trovava giustificazione vista la crisi latente in cui versava il mercato. Ma soprattutto la mancanza di un preciso piano di riordino aziendale e di rilancio industriale, in prospettiva di una ripresa del settore.
L’interrogazione, però, aveva anche un’altra legittima richiesta che il Consigliere Scarabeo così ha sintetizzato “mi sembrava opportuno conoscere i motivi, per i quali, la Regione Molise, socio pubblico al 35% della Geomeccanica, non ha esercitato, nel tempo, come invece avrebbe dovuto, il controllo nella propria parte di interessi aziendali, permettendo, di fatto, seppure indirettamente, che si arrivasse a ciò”. Argomentazioni a cui sarebbe stato giusto ed opportuno dare risposte, non fosse altro perché riguardavano temi importanti come la salvaguardia di decine di posti di lavoro, in un contesto già di per se difficile.
Nel suo intervento, il Consigliere Scarabeo affronta anche altre motivazioni che lo pongono a ritenere la discussione più di facciata che utile ed aggiunge “Non ho sentito molte soluzioni sulla questione e allo stesso tempo, non ho visto nessuno andare alla ricerca delle responsabilità di questo dissesto finanziario, neppure dopo il pignoramento di alcuni beni strumentali dell’azienda, che di fatto ha determinato il fermo produttivo. Dubito che se non si appianeranno al più presto i debiti verso i fornitori che ormai, non danno più credibilità finanziaria all’azienda, si possano fermare gli atti ingiuntivi per i crediti vantati”.
Così come per tutte quelle soluzioni indicate da qualcuno, come panacea per questo male, senza però verificarne l’efficacia e forse ritrovarsi, tra qualche mese, nelle medesime condizioni. Come quella di sottoporre la questione all’attenzione nazionale attraverso l’attivazione di un tavolo tecnico con il Ministero delle infrastrutture.
“Non fraintendetemi, la risoluzione delle problematiche legate ai lavoratori della Geomeccanica, così come per tutti gli altri, è sicuramente cosa da farsi, quanto prima ed in maniera risolutiva!
Fatta così, però, mi pare più strumentale che utile. Mi riferisco proprio all’organizzazione di un tavolo tecnico col Ministro Scajola. Un incontro sul quale, fatti salvi i diritti sacrosanti dei lavoratori, nessuno, men che meno l’Azienda, può portare sufficienti e valide argomentazioni in grado di garantire il futuro produttivo e quello occupazionale della Geomeccanica.
I dati desumibili dal bilancio, un valore di produzione di circa 8.000.000 di euro per il 2009 a fronte di un livello occupazionale di 100 unità, con debiti che ammontano a diversi milioni di euro, non dimostrano le capacità gestionali di questa Azienda. E non ci sono più nemmeno i presupposti perché essa continui ad essere un punto di riferimento nel settore in cui opera. Infine manca la disponibilità da parte della proprietà ad un eventuale riassetto societario e aumento del capitale sociale". Il Consigliere Scarabeo, infatti ritiene che “senza un serio piano industriale, nuovi imprenditori con nuove risorse e valide soluzioni a breve e medio termine, il Ministero forse non sentirà nemmeno quello che abbiamo da dire”.
Ogni tentativo che dovesse servire alla causa, per la Geomeccanica come per tutte le altre aziende, piccole e grandi, deve essere portato avanti, non c’è alcun dubbio, ma con presupposti seri per il futuro. In mancanza, il tutto potrebbe rappresentare una mera operazione di facciata che, oltre a non risolvere definitivamente il problema Geomeccanica, farebbe perdere ulteriore tempo a scapito di una effettiva riorganizzazione aziendale, la disponibilità di nuove risorse finanziarie e un nuovo management in grado di fronteggiare la situazione e scongiurare il fallimento.
A termine del proprio intervento, il Consigliere Scarabeo afferma “comprendo che queste mie esternazioni potrebbero essere una voce fuori dal coro, ma sarebbe opportuno prima di ogni cosa, trovare la soluzione entro i confini della nostra regione, evitando inutili perdite di tempo che, data la situazione, potrebbero compromettere seriamente il futuro dei lavoratori e delle rispettive famiglie che dalla Geomeccanica traggono il proprio reddito”.
In chiusura, propone alcune soluzioni che ritiene pratiche e fattibili. “Innanzi tutto occorre garantire gli ammortizzatori sociali ai dipendenti, ed in attesa di altre soluzioni migliorative, di salvaguardare gli interessi dei fornitori di beni e servizi, con particolare riguardo a quelli molisani che, al pari dei lavoratori, soffrono ugualmente il problema. Qualche proposta attuabile mi permetto di sottoporla all'esecutivo regionale: la redazione da parte di studi con provate capacità, di un serio piano industriale di riorganizzazione e rilancio per imprese in difficoltà, propedeutico alle possibili azioni da intraprendere, in grado di fornire soluzioni giuste e mirate sugli interventi da attuare. La cessione del pacchetto azionario della Regione, a nuovi imprenditori molisani interessati, al fine di modificare l’assetto societario della Geomeccanica, consentendo loro di rilevare la maggioranza delle partecipazioni, così da ottenere nuove risorse finanziarie da utilizzare. Infine, predisporre attraverso la Finmolise, un prestito-ponte controgarantito e restituibile nel medio periodo, al fine di incentivare l’imprenditoria molisana a rilevare l’azienda venafrana”.
Venafro, 19 Gennaio 2010
l'Ufficio Stampa
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