Il primato delle morti bianche fa del Molise la regione peggio monitorata per ciò che concerne la sicurezza sui posti di lavoro. Necessaria, quindi, una maggiore attenzione di tutte le istituzioni.
Il triste primato che fa del Molise la regione che vanta il maggior numero di infortuni mortali sui posti di lavoro è la prova della scarsa attenzione che le istituzioni hanno finora dimostrato nei confronti del problema. Troppo spesso, infatti, ci si ritrova a dover fare i conti con l’ennesima disgrazia, frutto sia di disattenzione da parte del lavoratore ma anche della non applicazione delle misure di sicurezza sui posti di lavoro. Ed è proprio quest’ultima la situazione che fa più riflettere, soprattutto se si pensa che il lavoro dovrebbe essere espletato nelle migliori condizioni possibili, senza cioè che si corra continuamente il rischio di rimetterci la vita. È pur vero che, spesso, il lavoratore, specie quello che opera in proprio, tende a sottovalutare i rischi che si corrono compiendo determinate operazioni. Tuttavia è quanto mai opportuno iniziare a fare una seria prevenzione, procedendo con la realizzazione di un programma di interventi finalizzati a creare le condizioni perché in Molise si cominci a morire sempre meno per gli incidenti sul lavoro. Quello 0,179 per 1000 addetti riferito al 2005 rappresenta un biglietto da visita di cui la nostra regione non può certo vantarsi. Ciò dimostra che in molti, finora, hanno snobbato il problema, riprendendo a parlare della questione solo dopo ogni nuova disgrazia. Certo, l’aver firmato in Regione il protocollo d’intesa in materia di vigilanza tecnica sui cantieri edili rappresenta un buon inizio. Tuttavia sarebbe opportuno approntare una serie di interventi destinati anche chi non lavora nel campo dell’edilizia. A cominciare dal predisporre un pacchetto sicurezza indirizzato a chi opera in agricoltura, che rappresenta il comparto nel quale continuano a verificarsi il maggior numero di incidenti mortali. È quindi lodevole lo sforzo e l’attenzione che sta profondendo la Regione, che si è adoperata affinché si predisponesse una cabina di regia deputata ad individuare i criteri, la tempistica e le metodologie per la formazione continua dei lavoratori, ma queste problematiche hanno bisogno di un’ampia concertazione che interessi la parte politica, le organizzazioni datoriali e le rappresentanze sindacali. Solo così potremo trovare il modo efficace per debellare il problema delle morti bianche.
Campobasso, 25 maggio 2007
Massimiliano Scarabeo, Consigliere regionale
Del.icio.us
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