Tassazione troppo alta per commercianti ed artigiani, si riveda l’impianto degli studi di settore. Appello ai nostri parlamentari perché sostengano le posizioni di queste categorie produttive.
La pressione fiscale in Italia è troppo alta. Ora c’è bisogno di pensare ad una graduale riduzione delle aliquote. Queste parole sono state pronunciate da Tommaso Padoa-Schioppa, ministro dell’Economia, un uomo dalle grandi capacità tecniche che, forse per la prima volta, si è accorto di quanto sia forte, ed insostenibile per diverse categorie produttive, la pressione fiscale nel nostro Paese. Il disagio sociale, quindi, è avvertibile in molti strati della nostra società, tanto che alcune categorie produttive, che prima erano sostanzialmente estranee ai processi di depauperamento sociale, ora si trovano sovente in difficoltà. E se commercianti ed artigiani minacciano di dar vita a proteste di tipo fiscale, vuol dire che qualcosa non va nel nostro Paese, che qualcosa si è incrinato nella nostra società, che ci sono sacche di malessere sociale che crescono a dismisura senza che vengano presi i necessari correttivi. Quando alcune categorie produttive, che rappresentano parte sostanziale dell’ossatura economica del nostro Paese, minacciano di scendere in piazza allora vuol dire che forse si è arrivato ad un punto tale che c’è bisogno di ripensare la politica fiscale, magari tenendo conto delle diversità territoriali e della cosiddetta marginalità economica. Ma c’è soprattutto bisogno di concertazione tra la politica ed il mondo delle attività produttive. Infatti, non è più pensabile di partorire strumenti fiscali calati dall’alto, che non tengono conto delle diverse situazioni territoriali nelle quali operano commercianti ed artigiani sparsi in tutta Italia. Di qui la necessità di procedere ad una revisione degli studi di settore, gli strumenti maggiormente inquisiti dalle categorie produttive, mediante un confronto serrato ma anche sereno sui cosiddetti indicatori di normalità economica. Anche questo è un compito della Politica, che non deve sottrarsi a quelle responsabilità che gli sono proprie. Detto ciò, faccio appello ai nostri parlamentari molisani, tre della maggioranza – Ruta, Astore e Massa – ed uno dell’opposizione – Di Bartolomeo – ( La Loggia non lo considero espressione della nostra territorialità in quanto è venuto solo a sottrarre una rappresentanza al nostro Molise) affinché anche loro facciano sentire la propria voce a beneficio di quelle categorie che rappresentano una parte essenziale dell’impalcatura su cui poggia l’intera economia del nostro Paese.
Campobasso, 9 giugno 2007
Massimiliano Scarabeo, Consigliere regionale
Del.icio.us
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