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STATUTO REGIONALE E LEGGE ELETTORALE? RIMANIAMO ANCORATI AL MAGGIORITARIO
Domenica 20 Luglio 2008 02:00
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Dopo il Piano Sanitario Regionale, in Consiglio sta per approdare la riforma dello Statuto e con esso la legge che disciplinerà l’elezione del presidente della Giunta. Quindi, un momento fondamentale per la nostra regione in quanto di dovrà approvare lo strumento attraverso cui darsi la giusta forma di governo.

Dal dibattito che ne è scaturito, sono venute fuori le due correnti di pensiero che vorrebbero l’una mantenere lo “status quo” legislativo, l’altra invece riportare la Regione al proporzionale, cioè allo stato “ante quo” la riforma in senso maggioritario che ha nell’elezione diretta del presidente della Regione da parte dei cittadini il suo massimo momento di democrazia partecipata. Dico questo perché, a mio giudizio, l’attuale sistema elettorale è quello che più responsabilizza i cittadini, rendendoli in qualche maniera artefici del proprio futuro e non semplici comparse in una rappresentazione nella quale i politici, si eletti dai cittadini ma non per questo delegati a nominare il presidente della Regione, tornerebbero ad essere esclusivi “padroni” dell’assise regionale. Noi, invece, siamo stati eletti dai cittadini e ad essi dobbiamo render conto del nostro operato. Tuttavia l’elettore ha il diritto-dovere di scegliere a chi affidare la guida della Regione, rimanendo così fulcro dell’intero sistema e non succube di esso. Tornare al proporzionale, quindi a far si che il Consiglio regionale possa ridiventare una sorta di incubatore di alleanze politiche, pronto a disarcionare il presidente non più in linea con le aspettative di questo o quel gruppo, decidendo la vita o la morte di questo o quel governo, sarebbe un pericoloso ritorno al passato. E non basterebbe certo la minaccia di una sfiducia costruttiva a dare stabilità ad un governo regionale. Infatti, chi ci assicura che dopo un primo cambio in corsa del “pilota” non potrebbe essercene una seconda, o magari una terza? Restiamo ancorati saldamente al maggioritario, magari corretto ed arricchito da qualche provvedimento che consenta al Consiglio di essere più incisivo di quanto lo sia ora nella.

Campobasso, 20 luglio 2008

Massimiliano Scarabeo, Consigliere regionale