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TUTELEREMO CON OGNI MEZZO L’ESISTENZA E L’AUTONOMIA DELLA PROVINCIA DI ISERNIA
Sabato 18 Luglio 2009 14:56
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Consiglio Regionale del Molise – Ufficio di Presidenza

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Il Consigliere Segretario


La riorganizzazione delle autonomie locali è uno degli argomenti posti all’ordine del giorno nell’agenda del Governo nazionale, in quanto necessaria per l’ottimizzazione dei servizi territoriali. Tuttavia, quando sento parlare di riforma in senso federalista dello Stato, accostando ad essa il taglio sostanziale del numero delle Province italiane, viene da porsi una serie di quesiti. Primo tra tutti, come è stato possibile permettere l’aumento quasi esponenziale del numero delle Province, facendo si che in alcune regioni italiane questi enti, che dovrebbero fungere da collante istituzionale tra le Regioni stesse ed i Comuni, siano nati come i funghi. In poche decine di chilometri ve ne sono addirittura tre, come se il territorio dovesse essere spartito in maniera equa per calmierare talune seti di potere.

Questo, però, ha creato non pochi problemi al Sistema Paese, che ora si trova a dover fare i conti con un aumento notevole del costo per il mantenimento dell’apparato burocratico. Ecco, perciò, farsi largo il disegno autonomista del Ministro della Semplificazione, il leghista Calderoni, che, sulla base di alcuni parametri quali il numero degli abitanti, l’estensione territoriale ed il conseguente rapporto tra essi, ha messo a rischio anche la sopravvivenza della Provincia di Isernia.

Naturalmente, a tal proposito va fatto un distinguo quando si parla della necessità di razionalizzare i costi degli apparati dello Stato. Infatti, non si può non tener conto dell’importanza che riveste un’istituzione come la Provincia di Isernia in una regione come il Molise, che ha circa 320 mila abitanti distribuiti in 136 Comuni. Pensare di mantenere in vita solo la Provincia di Campobasso, cancellando quella di Isernia perché  al di sotto dei 200 mila abitanti, sarebbe folle. Ciò creerebbe un danno incommensurabile, tale da creare una regressione socioeconomica che porterebbe la nostra regione indietro di mezzo secolo. Va però specificato che la razionalizzazione e la riduzione del numero delle circoscrizioni provinciali per fortuna non è una cosa automatica. Infatti, è prevista un’apposita delega al Governo che così avrà modo di verificare caso per caso l’opportunità di intervenire in tal senso. Inoltre, uno dei principi su cui dovrebbe basarsi la razionalizzazione è che la popolazione e l’estensione del territorio devono esser tali da consentire l’ottimale esercizio delle funzioni previste per il cosiddetto livello di governo di area vasta. Si pensi cosa significherebbe per l’Alto Molise, per la Valle del Volturno o la zona del venafrano dover interloquire dal punto di vista istituzionale solo con la Provincia di Campobasso. Sarebbe la morte definitiva per la tipicità territoriale di tante nostre comunità.

Detto questo, come esponente del consesso regionale sono pronto a battermi perché tale disegno di legge venga proposto tenendo conto delle peculiarità di ogni regione. Sono altresì convinto che il presidente della Regione Molise saprà difendere quella che è l’autonomia e la presenza istituzionale della Provincia di Isernia

Campobasso, 18 luglio 2009


Massimiliano Scarabeo, Consigliere regionale