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OSPEDALE DI VENAFRO: IL PRESIDENTE IORIO DEVE MANTENERE GLI IMPEGNI
Venerdì 29 Gennaio 2010 07:54
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Consiglio Regionale del Molise – Ufficio di Presidenza

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Il Consigliere Segretario

 

Ospedale di VenafroDopo la netta e decisa presa di posizione in seno alla commissione regionale sul riordino del comparto sanitario, il Consigliere regionale Massimiliano Scarabeo, ritorna sull’argomento per chiedere al presidente Iorio, di mantenere gli impegni assunti  in campagna elettorale per le amministrative di Venafro.

“Faccio seguito alle mie  dichiarazioni rilasciate nell’ultima seduta della commissione regionale sul piano di rientro sanitario, in merito alla questione dell’ospedale  S.S. Rosario di Venafro, per  ribadire, qualora ce ne fosse bisogno, le ragioni del mio dissenso per il proposito, ingiustificato, di ridimensionare la stessa struttura ospedaliera.
Dico ingiustificato perché,  le ragioni  addotte a supporto di  tale decisione, così come sono state  poste, si riducono a semplici operazioni algebriche che non collimano affatto  con gli altri parametri di valutazione utili alla verifica  dell’intera questione ma  ugualmente importanti, se non addirittura prioritari.
Non posso condividere il teorema: per ripianare i debiti dell’intero comparto, taglio i costi cominciando dall’ospedale di Venafro, perché esso, così come posto, non consente una giusta  valutazione utile a stabilire se una struttura ospedaliera deve continuare o no, ad esistere, quasi  a volere trovare  nelle già  deficitarie cifre del bilancio sanitario regionale, le uniche giustificazioni a sancire la fine di questo ospedale.
Sarei anche d’accordo nell’applicare questa formula, se però, si palesasse davvero  la volontà di riformare seriamente  tutta la  sanità regionale, a vantaggio dell’efficienza dei servizi offerti all’utenza e non per quelle semplici equazioni matematiche comunque discutibili.
L’ospedale di Venafro può anche essere oggetto di attenzioni particolari da parte dei vertici dell’azienda sanitaria regionale ma, non può e non deve pagare per gli errori ed i problemi di un  sistema, che da anni ormai,  non funziona come dovrebbe.
Posto che questo tipo di problema esiste in tutte le strutture ospedaliere pubbliche della regione, andiamo allora ad  analizzare ogni singola realtà, seguendo criteri che tengano conto, certamente  delle esigenze di bilancio, ma anche e soprattutto  quelle legate ai cittadini.
Forse, sarà proprio il S.S. Rosario a 'salvarsi' prima di altri, anche perché, la sua salvaguardia, è stato un preciso impegno della politica regionale, nonché dell’Amministrazione cittadina che ne ha fatto oggetto prioritario nella propria campagna elettorale.
Per questo, prima delle cifre, è importante ridare alla  politica, il compito di affrontare la questione, recependo  le istanze dei cittadini,   che sono propedeutiche e vincolanti sulle scelte che si andranno ad operare  per rendere  l’ospedale di Venafro, il valore aggiunto alla crescita della città e non il problema da risolvere.
Perciò  ribadisco ancora una volta la mia contrarietà ad una scelta che non tiene conto delle reali esigenze della popolazione venafrana e delle zone limitrofe, che vedono nel proprio ospedale un punto indispensabile per il soddisfacimento delle loro necessità medico-sanitarie ed assistenziali in genere”.

Venafro, 29 Gennaio 2010