I lavori di adeguamento dell'area del Castello Pandone sono ancora fermi e niente si è mosso all'indomani delle interrogazioni che ho rivolto al Governatore Iorio e all'assessorato regionale competente. La risposta ricevuta in data 2 marzo 2011, da parte dell'assessorato ai lavori pubblici, mi sembra inequivocabile: non esistono pratiche riguardanti la questione.
Per questo continuo a nutrire seri dubbi sulla riscontrabilità delle paventate promesse di finanziamenti regionali che l'Amministrazione Comunale di Venafro avrebbe ottenuto per l'ultimazione dei lavori.
Fino ad oggi, il cantiere è ancora fermo e nessuno, finora, ha dato risposte certe sui tempi di riapertura dello stesso e altre richieste di chiarimenti dirette al Comune, evidentemente, confermano che l'attuale situazione tecnico-amministrativa, non consentirebbe la ripresa dei lavori a breve termine.
Di seguito l'interrogazione, i solleciti e la risposta:
Il testo dell'interrogazione:
Al Presidente della Regione Molise
On. Angelo Michele Iorio
Oggetto: Lavori di valorizzazione ambientale dell'area del Castello Pandone nel Comune di Venafro. Interrogazione urgente a risposta scritta ed orale.
Il sottoscritto Massimiliano Scarabeo, Consigliere regionale,
Appurato che:
-
la Regione Molise, attraverso il proprio Assessorato all'Ambiente, in attuazione della delibera CIPE n. 17/2003, aree sottosviluppate APQ, ha finanziato l'opera di cui all'oggetto, per un importo di €. quattrocentomila, affidando al Comune di Venafro l'esecuzione delle stesse;
-
nel corso dei lavori di che trattasi, però, sono intervenute disposizioni vincolanti da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali del Molise che avrebbero determinato la necessità di interrompere i lavori e chiudere i rapporti con l'allora impresa affidataria degli stessi e procedere alla redazione di una perizia di variante che tenesse conto delle indicazioni vincolanti della Soprintendenza;
-
nel frattempo si è proceduto alla chiusura del rapporto con l'impresa affidataria dei lavori la quale però, pare abbia provveduto ad iscrivere alcune riserve nel computo degli importi ad essa spettanti, che potrebbero determinare un notevole incremento dei costi per l'ultimazione dei lavori;
-
in data 12/11/2009 la Giunta Municipale di Venafro approva le linee guida di perizia di variante dei lavori di sistemazione esterna al Castello Pandone, dando nuovamente inizio ai lavori con una diversa impresa;
-
in riferimento a quanto previsto in fase di richiesta del finanziamento, relativamente alla nuova proposta progettuale presentata, però, sembrano esistere pareri tecnici contrastanti sull'esecuzione dei lavori, tali da sollevare seri dubbi sia sui modi di realizzazione che nei tempi di ultimazione dell'opera stessa;
-
sembrano, altresì, esistere pareri tecnici che denuncino la difformità delle opere che dovranno realizzarsi, rispetto alla base progettuale presentata alla Regione Molise al fine dell'erogazione dei relativi finanziamenti;
-
in data 13/01/2010 la Direzione generale IV - Politiche del territorio e dei trasporti, Pianificazione Urbanistica, Beni Ambientali, Politiche della Casa, della Regione Molise, ha riscontrato l'assenza del progetto esecutivo relativo alla variante n.3 e nuove opere, dei lavori in oggetto;
-
veniva proposto, da parte dei proprietari di un' attività commerciale esistente in loco, un ricorso al TAR avverso l'abbattimento di una rampa esistente utilizzata come unico accesso carrabile alla propria attività e talune procedure espropriative ritenute illegittime nella forma e nella sostanza;
-
ciò avrebbe pregiudicato il proseguimento dei lavori che prevedeva come propedeutico, l'abbattimento dell'unico punto di accesso carrabile al locale commerciale, lasciandolo, però, di fatto, sprovvisto di ingresso;
-
per ovviare a tutto questo e dare inizio ai lavori, da parte del Comune di Venafro è stato proposto un accordo bonario che impegnava l'ente locale a realizzare preventivamente all'abbattimento di quello vecchio, un nuovo ingresso, ad uso esclusivo dell'attività, nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di staticità e rispondenza ai parametri sismici previsti;
-
i lavori di realizzazione del nuovo ingresso, attualmente inutilizzabile a seguito del crollo di un muro a protezione, però, avrebbero pregiudicato anche la stabilità di altre opere esistenti e contigue, tanto da far proporre ai proprietari, un esposto circostanziato per denunciare il mancato rispetto dei patti di cui all'accordo col Comune di Venafro e cautelarsi da eventuali danni causati dalla realizzazione degli stessi lavori;
-
per realizzare i lavori (secondo notizie attinte da alcuni organi di informazione locali), è stata prevista la rimozione di una notevole quantità di materiale, non tutto però rappresentato da detriti alluvionali, bensì derivata anche da opere di sbancamento della parte collinare a monte del castello, tanto da far lievitare i costi risultati poi insufficienti al completamento dell'opera stessa. Oltre a portare allo scoperto sotto-servizi, fondamenta e mura perimetrali delle vicine abitazioni, con possibili pericoli alla pubblica e privata incolumità;
-
il cantiere (secondo notizie attinte da alcuni organi di informazione) verserebbe in uno stato di abbandono e fuori da ogni misura di sicurezza, atteso che una parte di esso, risulta essere stato trasformato in una sorta di discarica a cielo aperto anche con materiale in fibrocemento (cemento-amianto,Eternit);
-
sarebbe in itinere, secondo notizie attinte da alcuni organi di informazione locali, la concessione, da parte di questa Regione di un ulteriore finanziamento per la definitiva sistemazione dell'area del Castello Pandone;
-
che tale finanziamento, però, potrebbe non essere sufficiente a coprire anche le eventuali spese per i possibili imprevisti derivanti da quanto in precedenza enunciato e, soprattutto, non congruo all'ultimazione dell'opera;
Tutto ciò premesso,
chiede
al Presidente della Regione Molise, On. Angelo Michele Iorio
-
se questa Regione, attraverso l'Assessorato all'Ambiente, quale Ente finanziatore dell'opera richiamata in oggetto, è a conoscenza che l'importo di quattrocentomila Euro, stanziati per il rifacimento della Piazza Castello nel Comune di Venafro, non è stato sufficiente a rendere fruibile l'area secondo quanto riportato nel progetto originario, a causa della variazione dello stesso. Tutto ciò determinando una nuova sospensione dei lavori, in attesa dell'erogazione di un ulteriore finanziamento, così come promesso da parte di questo Ente (stante alle notizie riportate dagli organi di informazione locali), necessario all'ultimazione delle opere di che trattasi;
-
se le notizie attinte dalla stampa locale circa l'ottenimento da parte del Comune di Venafro, di un ulteriore finanziamento per l'ultimazione dei lavori di sistemazione di Piazza Castello, rientrano o meno in uno dei programmi finanziari predisposti da questa regione e, se i fondi di cui si parla, saranno effettivamente erogati e quando;
Se ciò dovesse rispondere al vero, a fronte dell'erogazione di un nuovo finanziamento, altresì
chiede
-
se l'Ente Regione Molise è a conoscenza della reale situazione amministrativa, progettuale e realizzativa delle opere e dello stato dei luoghi in cui attualmente versa l'area interessata ai lavori;
-
se presso l'Ente Regione Molise esiste un riscontro tecnico-contabile amministrativo tra le somme richieste dal Comune di Venafro ammesse a finanziamento per la continuazione dei lavori o, se allo stato, nessuno studio o progetto definitivo, porti detti lavori alla fase di effettiva ultimazione;
-
se il susseguirsi delle imprese costruttrici, i contenziosi da esse proposti, le riserve da queste iscritte e tutto quanto possa essere stato richiesto a ristoro di danni presunti o patiti, rientrano nelle conoscenze di questa regione, al fine di erogare i giusti finanziamenti eventualmente necessari al completamento dei lavori;
-
se i documenti di cui ai vari pareri tecnici e denunce formulate da taluni cittadini in ordine alla carenza strutturale di alcuni manufatti esistenti e/o ex novo, verificatasi a seguito dell'esecuzione dei lavori di valorizzazione ambientale del Castello di Venafro (stante alle notizie riportate dagli organi di informazione locali) e pregiudizievoli secondo i proponenti per la pubblica e privata incolumità; le difformità paventate, tra la fase progettuale e quella realizzativa, sono a conoscenza di questo Ente e se lo stesso intende prenderli in considerazione in fase di valutazione ai fini dell'erogazione del finanziamento e/o, se essi possono in qualche modo condizionarne l'iter procedurale, ovvero inficiarne la possibile erogazione;
-
se è intenzione di questo Ente verificare preventivamente all'erogazione di un ulteriore finanziamento,a prescindere dalla somma richiesta da parte dello stesso Comune di Venafro, lo stato dei luoghi, la documentazione intercorsa tra l'Ente locale, tecnici, privati e Regione Molise; il corredo progettuale ed autorizzativo delle opere da realizzare, affinchè rendano sufficienti all'ultimazione dei lavori le somme da erogare, non incorrendo, così, nel rischio come già accaduto, che l'intera opera resti ancora una volta incompleta;
-
se non ritiene l'Ente Regione Molise, di tutelare il finanziamento presunto da erogare al Comune di Venafro, attraverso una specifica indagine conoscitiva, da parte di tecnici di fiducia o di proprio personale, che verifichi la reale situazione dell'opera, nonché determini la congruità del finanziamento richiesto affinché l'intero progetto venga ultimato;
Campobasso, 06/12/2010
Massimiliano Scarabeo
Consigliere regionale
Primo sollecito:
Oggetto: Interrogazione a risposta scritta ed orale sui lavori di valorizzazione ambientale dell'area del Castello Pandone nel Comune di Venafro. Riscontro e sollecito.
Il sottoscritto Massimiliano Scarabeo, Consigliere regionale,
Appurato che:
-
la Regione Molise, attraverso il proprio Assessorato all'Ambiente, in attuazione della delibera CIPE n. 17/2003, aree sottosviluppate APQ, ha finanziato l'opera di cui all'oggetto, per un importo di €. quattrocentomila, affidando al Comune di Venafro l'esecuzione delle stesse;
-
nel corso dei lavori di che trattasi, però, sono intervenute disposizioni vincolanti da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali del Molise che avrebbero determinato la necessità di interrompere i lavori e chiudere i rapporti con l'allora impresa affidataria degli stessi e procedere alla redazione di una perizia di variante che tenesse conto delle indicazioni vincolanti della Soprintendenza;
-
nel frattempo si è proceduto alla chiusura del rapporto con l'impresa affidataria dei lavori la quale però, pare abbia provveduto ad iscrivere alcune riserve nel computo degli importi ad essa spettanti, che potrebbero determinare un notevole incremento dei costi per l'ultimazione dei lavori;
-
in data 12/11/2009 la Giunta Municipale di Venafro approva le linee guida di perizia di variante dei lavori di sistemazione esterna al Castello Pandone, dando nuovamente inizio ai lavori con una diversa impresa;
-
in riferimento a quanto previsto in fase di richiesta del finanziamento, relativamente alla nuova proposta progettuale presentata, però, sembrano esistere pareri tecnici contrastanti sull'esecuzione dei lavori, tali da sollevare seri dubbi sia sui modi di realizzazione che nei tempi di ultimazione dell'opera stessa;
-
sembrano, altresì, esistere pareri tecnici che denuncino la difformità delle opere che dovranno realizzarsi, rispetto alla base progettuale presentata alla Regione Molise al fine dell'erogazione dei relativi finanziamenti;
-
in data 13/01/2010 la Direzione generale IV - Politiche del territorio e dei trasporti, Pianificazione Urbanistica, Beni Ambientali, Politiche della Casa, della Regione Molise, ha riscontrato l'assenza del progetto esecutivo relativo alla variante n.3 e nuove opere, dei lavori in oggetto;
-
veniva proposto, da parte dei proprietari di un' attività commerciale esistente in loco, un ricorso al TAR avverso l'abbattimento di una rampa esistente utilizzata come unico accesso alla propria attività e talune procedure espropriative ritenute illegittime nella forma e nella sostanza;
-
ciò avrebbe pregiudicato il proseguimento dei lavori che prevedeva come propedeutico, l'abbattimento dell'unico punto di accesso al locale commerciale, lasciandolo, però, di fatto, sprovvisto di ingresso;
-
per ovviare a tutto questo e dare inizio ai lavori, da parte del Comune di Venafro è stato proposto un accordo bonario che impegnava l'ente locale a realizzare preventivamente all'abbattimento di quello vecchio, un nuovo ingresso, ad uso esclusivo dell'attività, nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di staticità e rispondenza ai parametri sismici previsti;
-
i lavori di realizzazione del nuovo ingresso, attualmente inutilizzabile a seguito del crollo di un muro a protezione, però, avrebbero pregiudicato anche la stabilità di altre opere esistenti e contigue, tanto da far proporre ai proprietari, un esposto circostanziato per denunciare il mancato rispetto dei patti di cui all'accordo col Comune di Venafro e cautelarsi da eventuali danni causati dalla realizzazione degli stessi lavori;
-
per realizzare i lavori (secondo notizie attinte da alcuni organi di informazione locali), è stata prevista la rimozione di una notevole quantità di materiale, non tutto però rappresentato da detriti alluvionali, bensì derivata anche da opere di sbancamento della parte collinare a monte del castello, tanto da far lievitare i costi risultati poi insufficienti al completamento dell'opera stessa. Oltre a portare allo scoperto sotto-servizi, fondamenta e mura perimetrali delle vicine abitazioni, con possibili pericoli alla pubblica e privata incolumità;
-
il cantiere (secondo notizie attinte da alcuni organi di informazione) verserebbe in uno stato di abbandono e fuori da ogni misura di sicurezza, atteso che una parte di esso, risulta essere stato trasformato in una sorta di discarica a cielo aperto;
-
sarebbe in itinere, secondo notizie attinte da alcuni organi di informazione locali, la concessione, da parte di questa Regione di un ulteriore finanziamento per la definitiva sistemazione dell'area del Castello Pandone;
-
tale finanziamento, però, potrebbe non essere sufficiente a coprire anche le eventuali spese per i possibili imprevisti derivanti da quanto in precedenza enunciato e, soprattutto, non congruo all'ultimazione dell'opera;
evidenziato che:
-
in data 06/12/2010 lo scrivente attraverso una propria interrogazione con risposta scritta ed orale, richiedeva al presidente della Giunta regionale di riscontrarne il contenuto;
richiamati:
-
gli artt. 85 e 87 del regolamento interno di questa regione che disciplinano tempi e modalità di risposta da parte degli organi interpellati, alle interrogazioni presentate;
considerato che
-
a tutt'oggi, attraverso i canali stabiliti dal citato regolamento, nulla è pervenuto allo scrivente sull'interrogazione de quo;
Tutto ciò premesso,
invita
il Presidente della Regione Molise, On. Angelo Michele Iorio e il Presidente del Consiglio regionale, Michele Picciano, gli Assessori Luigi Velardi e Salvatore Muccilli, ognuno per le proprie competenze a:
-
riscontrare, entro breve tempo, quanto comunicato nell'interrogazione del giorno 06/12/2010 e riportato per mera conoscenza, in premessa alla presente nota;
-
comunicare allo scrivente nei tempi e nei modi statutari quanto richiesto nell'interrogazione di che trattasi.
Campobasso, 15/01/2010
Massimiliano Scarabeo
Consigliere regionale
Oggetto: Interrogazione a risposta scritta ed orale sui lavori di valorizzazione ambientale dell'area del Castello Pandone nel Comune di Venafro.
Terzo sollecito.
Il sottoscritto Massimiliano Scarabeo, Consigliere regionale,
Appurato che:
-
la Regione Molise, attraverso il proprio Assessorato all'Ambiente, in attuazione della delibera CIPE n. 17/2003, aree sottosviluppate APQ, ha finanziato l'opera di cui all'oggetto, per un importo di €. quattrocentomila, affidando al Comune di Venafro l'esecuzione delle stesse;
-
nel corso dei lavori di che trattasi, però, sono intervenute disposizioni vincolanti da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali del Molise che avrebbero determinato la necessità di interrompere i lavori e chiudere i rapporti con l'allora impresa affidataria degli stessi e procedere alla redazione di una perizia di variante che tenesse conto delle indicazioni vincolanti della Soprintendenza;
-
nel frattempo si è proceduto alla chiusura del rapporto con l'impresa affidataria dei lavori la quale però, pare abbia provveduto ad iscrivere alcune riserve nel computo degli importi ad essa spettanti, che potrebbero determinare un notevole incremento dei costi per l'ultimazione dei lavori;
-
in data 12/11/2009 la Giunta Municipale di Venafro approva le linee guida di perizia di variante dei lavori di sistemazione esterna al Castello Pandone, dando nuovamente inizio ai lavori con una diversa impresa;
-
in riferimento a quanto previsto in fase di richiesta del finanziamento, relativamente alla nuova proposta progettuale presentata, però, sembrano esistere pareri tecnici contrastanti sull'esecuzione dei lavori, tali da sollevare seri dubbi sia sui modi di realizzazione che nei tempi di ultimazione dell'opera stessa;
-
sembrano, altresì, esistere pareri tecnici che denuncino la difformità delle opere che dovranno realizzarsi, rispetto alla base progettuale presentata alla Regione Molise al fine dell'erogazione dei relativi finanziamenti;
-
in data 13/01/2010 la Direzione generale IV - Politiche del territorio e dei trasporti, Pianificazione Urbanistica, Beni Ambientali, Politiche della Casa, della Regione Molise, ha riscontrato l'assenza del progetto esecutivo relativo alla variante n.3 e nuove opere, dei lavori in oggetto;
-
veniva proposto, da parte dei proprietari di un' attività commerciale esistente in loco, un ricorso al TAR avverso l'abbattimento di una rampa esistente utilizzata come unico accesso alla propria attività e talune procedure espropriative ritenute illegittime nella forma e nella sostanza;
-
ciò avrebbe pregiudicato il proseguimento dei lavori che prevedeva come propedeutico, l'abbattimento dell'unico punto di accesso al locale commerciale, lasciandolo, però, di fatto, sprovvisto di ingresso;
-
per ovviare a tutto questo e dare inizio ai lavori, da parte del Comune di Venafro è stato proposto un accordo bonario che impegnava l'ente locale a realizzare preventivamente all'abbattimento di quello vecchio, un nuovo ingresso, ad uso esclusivo dell'attività, nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di staticità e rispondenza ai parametri sismici previsti;
-
i lavori di realizzazione del nuovo ingresso, attualmente inutilizzabile a seguito del crollo di un muro a protezione, però, avrebbero pregiudicato anche la stabilità di altre opere esistenti e contigue, tanto da far proporre ai proprietari, un esposto circostanziato per denunciare il mancato rispetto dei patti di cui all'accordo col Comune di Venafro e cautelarsi da eventuali danni causati dalla realizzazione degli stessi lavori;
-
per realizzare i lavori (secondo notizie attinte da alcuni organi di informazione locali), è stata prevista la rimozione di una notevole quantità di materiale, non tutto però rappresentato da detriti alluvionali, bensì derivata anche da opere di sbancamento della parte collinare a monte del castello, tanto da far lievitare i costi risultati poi insufficienti al completamento dell'opera stessa. Oltre a portare allo scoperto sotto-servizi, fondamenta e mura perimetrali delle vicine abitazioni, con possibili pericoli alla pubblica e privata incolumità;
-
il cantiere (secondo notizie attinte da alcuni organi di informazione) verserebbe in uno stato di abbandono e fuori da ogni misura di sicurezza, atteso che una parte di esso, risulta essere stato trasformato in una sorta di discarica a cielo aperto;
-
sarebbe in itinere, secondo notizie attinte da alcuni organi di informazione locali, la concessione, da parte di questa Regione di un ulteriore finanziamento per la definitiva sistemazione dell'area del Castello Pandone;
-
tale finanziamento, però, potrebbe non essere sufficiente a coprire anche le eventuali spese per i possibili imprevisti derivanti da quanto in precedenza enunciato e, soprattutto, non congruo all'ultimazione dell'opera;
evidenziato che:
-
in data 06/12/2010 lo scrivente attraverso una propria interrogazione con risposta scritta ed orale, richiedeva al presidente della Giunta regionale di riscontrarne il contenuto;
-
in data 15/01/2011 inviava una nota di sollecito a riscontrare la stessa
interrogazione, includendo tra i destinatari anche gli assessorati ai lavori
pubblici e all'ambiente, oltre che allo stesso presidente del Consiglio
regionale del Molise;
-
a detto sollecito, gli organi istituzionali interessati, non hanno, alla data odierna, fornito alcun riscontro in merito;
richiamati:
-
gli artt. 85 e 87 del regolamento interno di questa regione che disciplinano tempi e modalità di risposta da parte degli organi interpellati, alle interrogazioni presentate;
considerato che
-
a tutt'oggi, attraverso i canali stabiliti dal citato regolamento, nulla è pervenuto allo scrivente sull'interrogazione del 06/12/2010 con successivi solleciti del 15/01/2011 e del 31.01.2011;
Tutto ciò premesso,
invita
il Presidente della Regione Molise, On. Angelo Michele Iorio e il Presidente del Consiglio regionale, Michele Picciano, gli Assessori Luigi Velardi e Salvatore Muccilli, ognuno per le proprie competenze a:
-
riscontrare quanto comunicato nell'interrogazione del giorno 06/12/2010 e nei successivi solleciti del 15/01/2011e del 31.01.2011, in premessa richiamati;
-
comunicare allo scrivente nei tempi e nei modi statutari quanto richiesto nell'interrogazione di che trattasi.
Campobasso, 28.02.2011
Massimiliano Scarabeo
Consigliere regionale
La risposta:


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