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Nuova informativa sulle agevolazioni nelle “Zone Franche Urbane” Stampa E-mail
Martedì 06 Novembre 2007 20:00

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Consiglio Regionale del Molise

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Il Consigliere Segretario

 

 

Cara amica\ caro amico,

torno ad informarti sulle attività che, in qualità di Consigliere Regionale nonché membro dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale del Molise, sto portando avanti circa le occasioni di sviluppo e di consolidamento dell’economia del nostro territorio.

Come avrai avuto sicuramente modo di costatare, mi sto impegnando fortemente perché anche in Molise, e nello specifico nel nostro territorio provinciale, vi possano essere quelle occasioni di sviluppo o di consolidamento dell’economia che ci permetterebbero di riprendere a guardare il futuro con maggiore tranquillità.

Nello specifico, continuo ad impegnarmi affinché uno dei migliori strumenti di programmazione economico-finanziaria allestiti dall’attuale Governo nazionale possa essere appannaggio delle attività economiche presenti nella nostra area. Mi riferisco alle “Zone franche urbane”, le cui opportunità ho già avuto modo di illustrarti nella precedente missiva che mi sono premurato di farti recapitare.

Tuttavia ci sono novità importanti riguardanti proprio le “Zfu” che vengo qui a riassumere.

Inizio col dire che le “Zone franche urbane” che verranno individuate sul territorio nazionale saranno 15 e non più 10, e potranno essere istituite solo in aree che abbiamo da un minimo di 10 mila abitanti ad un massimo di 30 mila, ricalcando sostanzialmente il modello francese.

Gli aiuti privilegeranno essenzialmente piccole e microimprese nuove che avvieranno l’attività tra il 2008 ed il 2012. Ma la cosa interessante è che potranno beneficiare degli incentivi anche le attività avviate prima del 2008, ma che rientrino nei territori annoverati nelle “Zone franche urbane”. In questo caso, il sostegno finanziario massimo dovrà essere contenuto nel limite del cosiddetto “deminimis”, ossia 200 mila euro per soggetto spalmato su tre esercizi.

Per le imprese che partiranno dal 1° gennaio 2008 nelle Zone franche urbane scatterà l’esenzione delle imposte dirette nei primi 5 anni di attività ed una riduzione per i successivi 5 anni.

Anche l’Irap non dovrà essere versata per i primi 5 esercizi. L’esenzione varrà fino al raggiungimento della soglia dei 300 mila euro per ciascun periodo di imposta calcolato sul valore della produzione netta, con un beneficio massimo quantificato in 11 mila 700 euro.

Inoltre, il pagamento dell’ICI potrà essere evitato per i primi 5 anni di attività, ma solo per gli immobili ubicati in “Zona franca urbana” ed utilizzati per l’esercizio delle nuove attività economiche.

Ci sarà inoltre l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali sul lavoro dipendente, ma solo per i contratti a tempo indeterminato o di durata non inferiore a 12 mesi.

Infine va detto che la scelta delle “Zfu” sarà totalmente affidata al Ministero delle Attività Produttive il quale terrà conto del parere della Regione senza però che quest’ultimo diventi vincolante.

Come si può ben vedere, si tratta di sostanziali novità che fanno delle “Zone franche urbane” uno degli strumenti più interessanti ed innovativi attraverso il quale ridare ossigeno ad un’economia che potremmo definire agonizzante.

Il mio impegno per far inserire anche il nostro territorio entro una delle “Zone franche urbane” da individuare è determinato e proseguirà in maniera puntuale, conscio però che il lavoro da svolgere non sarà dei più agevoli, soprattutto a causa delle pressioni che giungono continuamente dai rappresentanti di altre realtà territoriali nazionali e della nostra regione, i quali vorrebbero spostare le attenzioni, quindi i finanziamenti, nelle aree di propria competenza.

Tuttavia queste pressioni non mi spaventano. Anzi fanno sì che l’obiettivo da raggiungere diventi ancora più stimolante.

Detto ciò, convinto di averti fatto cosa gradita inviandoti questa missiva, ti porgo le migliori cordialità

 

Massimiliano Scarabeo

Venafro, Novembre 2007